Mixer di Crystal

Tra le funzioni del mixer si osservano Splitter Send e Delay Send. Quando si fa un send (una mandata), significa che il materiale viene trasferito da “un’altra parte”: il segnale segue il suo percorso arrivando fino alle casse, ma viene parallelamente mandato altrove, cioè viene diversamente processato. Così i due flussi sonori viaggiano uno a fianco all’altro.

Il processamento in cui si ha un singolo segnale che viene processato dal processore 1, che passa poi nel 2, nel 3 etc… si chiama seriale.

Il processamento in cui il segnale viene mandato su di “un’altra strada” e procede fianco a fianco con il segnale originale, si chiama parallelo. Dunque nel processamento parallelo vengono mantenuti sia il segnale originale, sia un segnale variamente effettato a seconda dei percorsi che si decide debba fare.

Splitter Send

Nell’interfaccia di Crystal si osserva la zona dello Splitter o Crossover. Un crossover è un processore che divide in più parti il segnale d’ingresso a seconda delle frequenze.

Un’applicazione pratica, che troviamo nei dispositivi audio, è quella che ripartisce il segnale tra gli speaker di una comune cassa a due vie (woofer e tweeter). Perché ciò avvenga, è necessario che nella cassa ci sia un filtro di crossover, che decide quali frequenze debbano andare a finire nel cono e quali nel tweeter.

In contesto di sintesi, questo scindere il suono a seconda dell’area di frequenza permette di avere il suono originale ed una sua versione ritagliata dentro un certo ambito di frequenze, versione che si potrà sottoporre a successiva elaborazione.

Il filtro crossover da un lato permette in sostanza di equalizzare, ad esempio qualora si volessero rafforzare le frequenze basse di un suono. Dall’altro si può mandare ciascun oscillatore e ciascuno split a 4 effetti inseribili.

1° Effetto: Riverbero

È un effetto che si verifica in ogni contesto acustico reale. L’onda, prodotta dalla sorgente, rimbalza contro le superfici prima di raggiungere l’ascoltatore. Quando la sequenza di tali riflessioni è densa al punto da non poter distinguere le singole ripetizioni, allora si produce il riverbero. Gradualmente il volume scende fino al valore nullo: il decadimento più rapido riguarda tendenzialmente le frequenze acute (ma la riverberazione varia di caso in caso, a seconda delle caratteristiche dell’ambiente in cui si sviluppa).

Con Crystal i parametri controllabili sono il Feedback, il Delay time ed il Filter.

  • Il parametro Feedback è l’indicazione sulle dimensioni della stanza virtuale.
  • Il parametro Delay time è il pre-delay: il segnale può essere mandato al processore di riverbero con un certo ritardo rispetto al suono diretto. Ciò è volto a che il riverbero “non sporchi” il suono diretto, nel senso che quest’ultimo risulta più distinto quando alla fase iniziale dei suoi suoni non si sovrappone riverbero.
  • Il parametro Filter è la frequenza di cut-off del passabasso che viene applicato ai riverberi. Tendenzialmente il riverbero non si applica alle frequenze basse, perché genera confusione; a tale scopo si potrebbe sfruttare in Crystal uno split/crossover. E’ altresì vero che in natura le frequenze alte sono quelle che vengono assorbite più rapidamente; proprio per questa ragione si pone un limite impostando uno specifico valore di Filter.

2° Effetto: Delay

Il Delay è l’eco. La differenza rispetto al riverbero è che nel Delay le ripetizioni sono in numero minore e all’ascolto si riesce teoricamente ad isolare ogni ripetizione.

I Delay possono essere lunghi (sopra i 500 ms), medi (50-500 ms) o brevi (fino a 50 ms circa). Quel che si verifica è un processamento parallelo che si somma al processamento parallelo della mandata: un suono esce senza essere modificato, mentre dell’altro suono viene ritardata l’uscita.

Se si intende ottenere un Delay con più ripetizioni, il suono ritardato viene rimandato all’ingresso, oltre che all’uscita. Tale processo viene ciclicamente ripetuto: ogni volta che il segnale passa dalla linea di ritardo, ne viene ridotto progressivamente il volume, fino a scomparire.

Il numero di ripetizioni ottenibili dipende dal livello del parametro Feedback.

3° Effetto: Flanger

Sembra che quest’effetto sia stato scoperto casualmente sincronizzando nastri magnetici con la stessa registrazione. Applicando una leggera pressione sulla bobina che girava, questa naturalmente rallentava. Tolta la pressione, la bobina accelerava per rimettersi in pari. Si percepiva così che l’intonazione scendeva per poi risalire.

L’effetto prodotto in parallelo dal suono originale insieme al suono la cui intonazione scende e risale, è il Flanger.

Il suono originale è detto Straight Signal, l’altro viene ritardato con un Delay molto stretto, 5-10 ms. Il ritardo del secondo segnale varia in quanto pilotato da un LFO (di forma sinusoidale o triangolare). Perciò il valore di Delay si espande e si contrae a seconda di ciò che l’LFO comanda.

All’ascolto si avverte un suono cangiante. Ciò viene dalla sovrapposizione di onde identiche ma leggermente sfasate. Se si opera con un’onda complessa, ci sarà tutta una serie di frequenze nello stesso suono. Quando due identici segnali vengono sfasati di pochi ms, si ottiene il Comb Filtering (filtro a pettine), in cui c’è regolare alternarsi di frequenze enfatizzate e di frequenze scavate fino all’annullamento.

Spostando il tempo di ritardo del secondo segnale grazie all’LFO del Flanger, le frequenze enfatizzate e scavate si spostano nel tempo. L’effetto prodotto è appunto quello dato dalla frequenza del Flanger, che sale e scende di pari passo col tempo di ritardo che si espande e si comprime.

4° Effetto: Chorus

L’effetto cercato è quello di più musicisti che suonano contemporaneamente la stessa parte. In natura si producono in presenza di più esecutori impegnati nella medesima parte minime variazioni di timing, nonché nel tocco, nel vibrato… Aumentare il numero di esecutori non coincide con il semplice aumento d’intensità.

L’idea di fondo nel chorus è quella d’avere un Delay di 20 ms circa. Vengono generate in automatico più linee di ritardo; i segnali vengono ritardati in modo diverso, proprio per dare l’illusione di più esecutori in contemporanea.

Gli sfasamenti dipendono dall’LFO, che sarà un LFO random: le variazioni di timing risulteranno perciò imprevedibili. Il Delay è stretto, perché gli esecutori virtuali devono essere comunque a tempo, ma il suono, pur restando unico, risulterà più indefinito. Tuttavia il Delay non è stretto quanto il delay del flanger, nel quale per altro le oscillazioni di LFO sono più ampie.

Ai fini dell’ottenimento di un effetto di Chorus all’interno del synth Crystal, è opportuno che vengano attivate tutte e quattro le linee con segnali ritardati e che si prendano accorgimenti per aumentare la sfasatura: si può inserire il Panning per spostare le quattro linee sul piano stereofonico e si possono impostare quattro diversi valori di Delay e di range di frequenza.


Testo di Davide Riva