Quando ci si avvicina all'orchestrazione virtuale la prima domanda che ci si pone è spesso: "quanto potranno suonare realistici, credibili i miei lavori?". La risposta è...dipende. Innanzitutto da quale libreria orchestrale si utilizza, ma soprattutto dalla conoscenza approfondita della libreria stessa, della DAW utilizzata e delle tecniche di orchestrazione virtuale impiegate.

Non è sufficiente prelevare il file MIDI da un software di notazione come MakeMusic Finale o Steinberg Dorico e associare le tracce agli strumenti corrispondenti per ottenere un buon risultato. Quasi sicuramente il tutto suonerà statico, senza vitalità, eccessivamente uniforme e innaturalmente perfetto nel ritmo e nell'intonazione degli strumenti.

Esiste tutta una serie di tecniche sfruttate per rendere assolutamente credibili le nostre composizioni, al punto che anche un ascoltatore esperto avrebbe probabilmente difficoltà a distinguerle da un'esecuzione reale di alto livello. L'implementazione di tali tecniche può risultare più o meno complessa a seconda della DAW impiegata. Steinberg Cubase Pro è senza dubbio uno dei software più potenti e flessibili quanto a orchestrazione virtuale; non a caso è stato scelto tra gli altri da quello che molti considerano il più influente compositore di musica da film contemporaneo: Hans Zimmer.

Per una valutazione di cosa permette di fare oggi una libreria orchestrale di alto livello proponiamo l'ascolto del brano Malambetto, di Claudio Sbriccoli (compositore e orchestratore), sviluppato in Steinberg Cubase Pro 9 e con l'orchestra virtuale IK Multimedia Miroslav Philharmonic 2 da Pierluigi Bontempi (trainer Steinberg, responsabile dei corsi audio del Digital Lab). È possibile anche scaricare di seguito la partitura orchestrale completa.

[Partitura orchestrale di Malambetto, di Claudio Sbriccoli]