Audio

Mixer e effetti disponibili nel synth Green Oak Crystal

Mixer di Crystal

Tra le funzioni del mixer si osservano Splitter Send e Delay Send. Quando si fa un send (una mandata), significa che il materiale viene trasferito da “un’altra parte”: il segnale segue il suo percorso arrivando fino alle casse, ma viene parallelamente mandato altrove, cioè viene diversamente processato. Così i due flussi sonori viaggiano uno a fianco all’altro.

Il processamento in cui si ha un singolo segnale che viene processato dal processore 1, che passa poi nel 2, nel 3 etc… si chiama seriale.

Il processamento in cui il segnale viene mandato su di “un’altra strada” e procede fianco a fianco con il segnale originale, si chiama parallelo. Dunque nel processamento parallelo vengono mantenuti sia il segnale originale, sia un segnale variamente effettato a seconda dei percorsi che si decide debba fare.

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Il protocollo MIDI

Il termine MIDI è l’acronimo di Musical Instrument Digital Interface. Esso nacque nei primi anni ’80, dall’intenzione di stabilire un protocollo capace di risolvere le incompatibilità tra differenti dispositivi e di permettere loro di lavorare in modo sincronizzato.

Le porte IN, OUT e THRU

MidiIN, OUT, THRUIl termine MIDI indica sia un linguaggio digitale per la comunicazione di dati di interesse musicale sia un’interfaccia hardware, ossia le porte utili per ricevere e inviare le informazioni MIDI. Queste porte sono: IN, OUT e THRU.

  • IN è la porta attraverso cui entrano i dati MIDI.
  • La porta OUT permette l’uscita dei dati MIDI.
  • THRU trasmette ad un altro dispositivo tutti i dati in ingresso nella porta MIDI IN. Attraverso l’entrata THRU si possono collegare a cascata più dispositivi tra loro.

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L’inviluppo d’ampiezza

L’inviluppo d’ampiezza corrisponde all’andamento generale dell’ampiezza di un’onda sonora. Esempio esplicativo: se viene suonato un do3 sul pianoforte esso non avrà la stessa intensità dal momento in cui la corda viene percossa dal martelletto fino all’esaurimento dell’energia, ma attraverserà varie fasi. Nella sintesi, a partire dalle macchine di Robert Moog, si è affermato uno standard (ADSR) che prevede quattro stadi all'interno dell'inviluppo: Attack, Decay, Sustain, Release. Tramite tale modello si può imitare con suoni sintetici l'inviluppo di suoni reali o sviluppare inviluppi personalizzati.

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Utilizzo del rumore nella sintesi

In natura tendenzialmente i suoni acustici producono, anche se magari solo in minima parte, del rumore. Questo può essere "collaterale” (il soffio che si avverte nell’istante d’attacco del suono di un flauto traverso ad esempio), oppure parte essenziale del timbro dello strumento (come nel caso della vibrazione della cordiera metallica applicata sotto il rullante, che lo distingue dalle altre “pelli” della batteria). Questa componente può essere ri-creata nella sintesi grazie ad un particolare oscillatore “montato” su praticamente tutti i synth. Si tratta del “Noise Oscillator”, che ha la funzione di generare suoni caratterizzati da una distribuzione casuale dell’energia su tutte le frequenze (il rumore appunto). Anche per le varie tipologie di rumore che si possono generare si codificano (nel senso meno giuridico del termine) degli standard, come per le onde. A seconda del synth si possono trovare più o meno tipi di oscillatori di rumore (solitamente uno o due).

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